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Aggressività ridiretta

Aggiornamento: 3 apr

Molti di noi è capitato almeno una volta di essere così irritati o, meglio, furiosi da dare un pugno sul tavolo. A chi è successo, ha messo in pratica i medesimi meccanismi che portano un cane a manifestare la cosiddetta 'aggressività ridiretta'. La causa è legata ad un equilibrio emozionale alterato a tal punto da scaricare verso un oggetto o persona vicino. La differenza sostanziale fra il cane e l’uomo è il 'senso morale' che teoricamente impedirebbe di reagire istintivamente. L’aggressività ridiretta del cane è una forma di aggressività che si manifesta quando il cane viene interrotto, sgridato, punito o bloccato mentre sta manifestando un comportamento aggressivo. Questa forma d’aggressività è tipica nei soggetti facilmente eccitabili ed impulsivi, infatti viene sempre scatenata da un’alta eccitabilità del cane. Diversamente dalle altre forme d’aggressività, questa non viene orientata verso l’individuo scatenante ma verso chi o cosa sarà vicino all’aggressore. L’aggressività Ridiretta, in moltissimi casi che ho osservato, è legata ad altre forme d’aggressività quali irritazione, territoriale e competitiva. Tutti i soggetti che mettono in atto queste forme d’aggressività presentano un profilo carente di personalità con alta impulsività ed eccitabilità; per questo, nei miei programmi rieducativi, spesso mi affido alla collaborazione di un medico veterinario comportamentista per prescrivergli una terapia farmacologica che verrà abbinata ad un programma di terapia comportamentale mirata, inizialmente, all'acquisizione di competenze da parte del cane per un maggiore autocontrollo e per il proprietario all'acquisizione di un maggiore controllo nella gestione del cane.

aggressività ridiretta

Esempi che posso fare per comprendere meglio il comportamento in esame sono molteplici e la maggior parte dei casi si verificano quando il cane è condotto al guinzaglio e protetto da recinzioni. È molto frequente l’aggressività ridiretta su un cane convivente quando entrambi stanno abbaiando al cancello e fuori c’è un altro cane che passa o persone estranee. Quando lo stimolo si allontana, i cani si calmano e cessano il comportamento attuato. Quando lo stimolo non si allontana ma anzi rimane fermo a guardare, molto spesso accade che il cane, al culmine della frustrazione, si scarichi contro un altro cane vicino o contro il suo proprietario. In questi casi succede spesso che anche il secondo cane abbia la stessa reazione e che quindi i due si mettano a litigare.


Un altro esempio è quando il cane è condotto al guinzaglio, specialmente con cani con alta aggressività intraspecifica; se trattenuti al guinzaglio, si scaricano ridirigendo il morso sulla prima cosa che gli capita, inclusi i proprietari.


Ma cosa si può fare, concretamente, contro l’aggressività ridiretta?

La prima cosa da fare sicuramente è la prevenzione: cercare di evitare le cause scatenanti, almeno inizialmente. Come? Vi chiederete. Bisogna intervenire sempre anticipando: nel caso dei cani che abbaiano al cancello, basta che il proprietario vada a controllare la situazione e allontani in modo pacato i cani dalla recinzione. Quando il cane invece è tenuto al guinzaglio, bisogna assolutamente evitare di rimanere fermi ma, invece, bisogna cambiare rapidamente direzione, aumentando le distanze sociali dallo stimolo scatenante.

Sicuramente è necessario lavorare sul problema affidandosi ad un professionista esperto che, con un programma specifico, possa lavorare sulle cause del problema ed insegnare al proprietario la corretta gestione nell’attività quotidiana.


Hai bisogno di approfondire l’argomento? Scrivimi.





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